Archive from febbraio, 2013
Feb 20, 2013 - Senza categoria    3 Comments

La soluzione 54%

01_recupero_rovine_Ralph%20Horsley_Copyright_Wizard_of_the_Coast.jpgLa campagna elettorale volge-finalmente-all’epilogo. Stavolta mi sbilancio e vi dico cosa succederà la prossima settimana (tanto io lunedì parto e me ne vado a Praga…) 

Nella sera di lunedì le cose erano abbastanza chiare ma ben pochi riuscivano a capire cosa era successo: la solita sfilata di interviste lampo ma con una differenza che emergeva faccia dopo faccia, occhio sbarrato dopo occhio sbarrato. Stavolta non avevano vinto tutti. Aveva vinto soltanto lui. Il comico. Il movimento. La percentuale ormai si era assestata su quelle due cifre. Due numeri. 54%. Maggioranza assoluta. Camera e Senato. Porcellum o non porcellum.

Nelle strade i primi cortei di ragazzi ed attivisti, tuffi nelle fontane gelate, assideramenti e bottiglie di birra alzate al cielo.

Martedì mattina le testate del mondo occidentale (compreso il giapponese Ekke Kakkio) titolavano: “Lo tsunami Italia”.

Nei quartieri generali dei partiti di destra e di sinistra era stato un otto settembre in poche ore. Uffici vuoti, scrivanie deserte, fogli sparsi. I primi saccheggi di Ipad e cartelline stampa. Sul web i primi moderati annunci sotto il logo stellato: “L’Italia è nostra. Gli abbiamo fatto il culo”.

La gente si chiuse in casa, un po’ per il freddo, un po’ perché non si sa mai. Molti con nella testa quella domanda: “Oddio, ma cosa ho fatto?”, ripensando al voto dato. A quel 54%. Tutti attaccati al video dei pc, perché le varie tv riproponevano in loop le dichiarazioni della sera prima insieme al meglio di Masterchef. A seguire un “Porta a porta” vecchio di una settimana, un Santoro che urlava, un Sallusti ghignante. Il vincitore non aveva mai parlato con le tv, perché farlo ora, con il paese in mano?

Verso sera arrivò la prima notizia dalla FAZ (Frankfurte Allgemeine Zeitung), rilanciata dall’Ansa. Un vecchio suino siliconato era partito in tutta fretta da un aeroporto privato in Lombardia per ignota destinazione con il suo jet privato. Dopo di lui si era alzato in volo un Airbus colmo di ètere, leccardi, inquisiti e camorristi. I conventi lombardi registravano il tutto esaurito per l’improvviso afflusso di ciellini sulla via della redenzione.

Le strade verso la Val Seriana erano intasate da colonne leghiste, decise ad arroccarsi nel ridotto della Valtellina. La situazione divenne insostenibile quando ci si accorse che dalla Val Seriana non si arriva in Valtellina. La rivelazione provocò un totale blocco stradale che sarebbe durato un paio di settimane.

Anche a sud del Po la situazione divenne in breve tempo critica, dall’Emilia, Toscana e Marche si alzò una sorta di onda sonora crescente, facilmente ascoltabile fino a Basilea, un mantra lamentoso simile ad un ripetuto “om” ma che ascoltato attentamente suonava come

“madovecazzoabbiamosbagliatomadovecazzoabbiamosbagliato madovecazzoabbiamosbagliato…”.

Mentre il vento gelido spazzava la via Emilia deserta, fra ipercoop assaltate e coop edili in cenere, un piccolo gruppo di irriducibili fu segnalato al Lido di Ravenna mentre, imbarcato su un dodici metri, capitanato da un esperto lupo di mare, salpava verso la costa croata. Grande lo sconcerto a bordo quando scoprirono dalle mappe che la costa agognata non era più quella jugoslava e che il presidente Tito non era più su questa terra da qualche settimana.

Mercoledì verso mezzogiorno, perdurando il silenzio stampa dei vincitori, a parte un sobrio titolo sul sito web “Stronzi, adesso sono cazzi amari!”, un reporter della CNN individuò lo stato maggiore dei centristi arroccato in una cabina del telefono nei pressi dell’Università Bocconi, intanto il gruppo dirigente Fiom era salito sulla cima dell’ultima torre di raffinazione di Marghera intonando l’Internazionale, rigorosamente in lingua russa, mentre altri compagni salpavano su un gommone da Rimini verso Cuba.

Nel frattempo la Meloni e sodali erano segnalati essersi barricati nel cripta Mussolini del cimitero di Predappio dove però presto iniziarono le prime randellate fra camerati sul tema “so’ più fascio io…”.

Giovedì mattina, per abbreviare i tempi e la sofferenza, e prima che anche l’ultimo palafreniere fosse fuggito in Svizzera a godersi una dorata pensione, il presidente Napoletano convocò il vincitore al Quirinale. Il comico gli rispose con deferenza: “Vecchia mummia dei soviet, ficcati nel c..la tua convocazione” ed annunciò, in diretta web, twitter, ruzzle e google che la rete aveva scelto il premier al quale la “vecchia mummia” avrebbe affidato l’incarico di formare il nuovo governo monocolore.

Trattavasi di Assuntina Ghislanzoni, anni 42, collaboratrice domestica, con un passato luminoso di animatrice di comitati per la difesa del rospo smeraldino in val Coppetta e per la costituzione di una Commissione d’inchiesta sulle scie chimiche nel cielo di Vigarano Mainarda, madre di 4 cocker, 3 gatti e 1 varano. La Ghislanzoni, (nota ai militanti come la “Ghisla di ghisa” per la qualità della sua scatola cranica) veniva segnalata in partenza dal proprio domicilio (presso casa Casaleggio dove svolge le funzioni di colf) verso Roma. Arrivo previsto entro giorni otto, visto che, da tempo, per dare un segnale forte di innovazione, la “Ghisla” si muove solo su un velocipede ad energia mesmerica.

In attesa dell’arrivo del premier designato, apparve sul sito del Movimento, ribattezzato “La veritàààà” (incerta l’origine: un chiaro riferimento zavattiniano o alla Pravda di augusta memoria?) l’ordine del giorno n.1 recante la dicitura: “TxT: Tutto…per tutti”: 1. Internet per tutti; 2. Reddito garantito per tutti; 3. Nutella per tutti; 4. Solare e fotovoltaico per tutti; 5. Wii e PS per tutti; 6. A casa tutti…mo’ ci siamo noi”.

Venerdì furono rese pubbliche le prime nomine, dettate dall’Assuntina (in transito un po’ faticoso al Passo della Futa) in base a precisi curriculum di competenza: alla presidenza di Mediobanca Ciccio Pippozzi (ragioniere di Seregno); alla presidenza ENI Anselmo Brunazzi (benzinaio di Celle Ligure);  alla presidenza RAI Paolo Bisuzzi (antennista di Pistoia); alla presidenza Finmeccanica Mariuccia Ghisollo (nipote di Nino, già operaio alla Oto Melara); alla presidenza Cassa depositi e prestiti Francuzza Bassanini (omonima ma non congiunta del presidente uscente).

Sabato la CNN anticipa i primi nomi per i prossimi ministri: Celentano agli Interni, Dario Fo all’Economia, Antonio La Trippa agli Esteri e Checco Zalone ai rapporti con l’Europa.

Viene confermato che il nuovo Governo non si presenterà mai fisicamente in Parlamento ma interverrà solo su Skype e sul nuovo sito (www.soleamorecuorereteliberta.gov) che sostituirà, con decorrenza immediata, la obsoleta Gazzetta Ufficiale. Tutte le votazioni dei provvedimenti di legge avverranno on-line con il nuovo sistema “SR” (san remo): il 35% dei voti attribuiti ai parlamentari (che potranno farlo direttamente da casa senza affollare inutilmente Roma e dintorni), il 60% direttamente alla “ggente”, il restante 5% alla giuria tecnica fornita dalla Casaleggio Associati che elaborerà direttamente i risultati presso i propri server e li comunicherà nei tempi e modi dovuti.

Domenica a reti web unificate viene comunicato dal premier Ghislanzoni l’uscita dall’euro e il passaggio al sesterzio a decorrere dalla mezzanotte, la dichiarazione di guerra alla Germania e lo svelamento del quinto mistero di Fatima.

Lunedì mattina scatta l’operazione “Zwei Kügeln” (Due palle) la Germania invade l’Italia e viene costituito un governo collaborazionista. L’Italia può iniziare a diventare un paese normale.