A studiare! A studiare!

Il discorso del premier (provvisorio), devo dire, mi ha un po’ destrutturato. Credevo di aver vissuto in Italia almeno gli ultimi 53 anni e mi accorgo che non è stato così. Credevo di aver letto qualche tomo sulla storia d’Italia del XX secolo e mi accorgo di aver solo perso tempo, forse invischiato in inutili pagine stampate a Smolensk o a Leningrado.

Perchè il paese dove ho vissuto fino a ieri non è quello che conoscevo, un’altra storia, che, finalmente, posso iniziare a scoprire. A studiare, quindi, a studiare la “vera” storia d’Italia e del mondo e, finalmente, imparare cosa è successo. Del resto le fonti già le indicava l’on.(si fa per dire) Cicchitto-tessera P2n.2232-Giuseppe Gargani, Giancarlo Lehner, Mauro Mellini, Pansa, Colletti, Baget Bozzo. Su questi testi “liberi” finalmente potrò intraprendere il cammino della “vera” conoscenza. Ci manca solo l’opera omnia di Wanna Marchi, le ricette di cucina di Antonella Clerici e le memorie del boudoir di qualche ministra e poi la mia “rieducazione” sarà completa. Grazie. E pensare che ero convinto che il nostro premier (provvisorio) fosse entrato in politica solo per salvarsi dalla galera (l’aveva detto Confalonieri, ma sarà stata una falsa dichiarazione, una macchinazione dei soliti comunisti)!

Grazie, ancora grazie (si fa per dire).

p.s. Solo una cosa in tanta epifania di conoscenza e saggezza non mi è chiara: il nostro premier (provvisorio) nella sua enciclica di ieri ha reso onore a Craxi (Fregolo), con tanto di standing ovation degli astanti. Poi, parlando della “pesante eredità” del passato ha detto: “Abbiamo infatti ricevuto dai governi precedenti e dalla sinistra un’Italia afflitta da pesanti eredità. Abbiamo ereditato un debito pubblico che a causa dei famigerati governi consociativi del compromesso storico, si è moltiplicato per 8 tra il 1980 e il 1992 e oggi è pari al 106 per cento del pil.” Domanda: ma Craxi (Fregolo), mitico sdoganatore della destra, dov’era fra il 1980 e il 1992? Sul pianeta Papalla? Chiuso in un gulag? In vacanza con Sandra Milo? Si attendono risposte (si fa per dire).

A studiare! A studiare!ultima modifica: 2009-03-28T17:08:00+01:00da pelikan-55
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2 pensieri su “A studiare! A studiare!

  1. Animali d’Inghilterra,
    d’ogni clima e d’ogni terra,
    ascoltate il lieto coro :
    tornerà l’età dell’oro !

    Tosto o tardi tornerà :
    l’uom tiranno se ne andrà ;
    per le bestie sol cortese
    sarà l’alma terra inglese.

    Non più anelli alle narici,
    non più gioghi alle cervici,
    e per sempre in perdizione
    andran frusta, morso e sprone.

    Sarem ricchi, sazi appieno :
    orzo, grano, avena, fieno
    barbabietole e foraggio
    saran sol nostro retaggio.

    Più splendenti i campi e i clivi,
    e più puri i fonti e i rivi
    e più dolce l’aer sarà
    quando avrem la libertà.

    Per quel dì noi lotteremo,
    per quel dì lieti morremo,
    vacche, paperi e galline,
    mille bestie, un solo fine.

    Animali d’Inghilterra,
    d’ogni clima e d’ogni terra,
    ascoltate il lieto coro :
    tornerà l’età dell’oro !

    Un inno che porta all’ esaltazione. Ricorda qualcosa? Certo, Orwell scrisse il libro, “La fattoria degli animali”, sicuramente pensando a Stalin, ma lo spettacolo del congresso del Pdl ha con tutto ciò somiglianze impressionanti. “Meno male che Silvio c’è….”
    L’inno (quello del romanzo…) è ipnotico, e gli animali avrebbero continuato a cantarlo tutta la notte se il frastuono non avesse risvegliato il padrone. C’è un Capo, Napoleon, che segue i propri propositi di dominio incurante delle necessità fisiche, della dignità e dei sentimenti degli animali. Ricorda qualcuno? I suoi collaboratori lo assecondano per i propri privilegi e interessi, mentono ingannano schiacciano il bestiame, sono privi di qualsiasi valore. Gli animali, pilotati da suini privi di scrupoli, che vogliono diventare i nuovi padroni, fanno la “rivoluzione” spinti dalle loro miserrime condizioni di vita, ma quando la situazione di partenza si ripristina non sono ancora riusciti a maturare una mentalità che consentirebbe loro di comprendere il proprio ruolo nella comunità, pertanto non si ribellano. È un crescendo di doveri e privazioni per gli animali che diventano sempre più apatici e rassegnati. “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”: ricorda qualcosa? E c’è il momento in cui gli animali guardano dall’uomo al maiale, dal maiale all’uomo, e non sanno più distinguere l’uno dall’altro, rendendosi conto che essi sono uguali perché agiscono allo stesso modo, non badano più alle etichette e alle formalità. Barzellette, barzellette, culi e tette,niente formalità: libertà di diventare ricchi e sazi appieno, lasciando gli altri a paglia e fieno. Ricorda qualcosa?

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