Un paese in declino (intervista a Ludovico Einaudi)

“L’Italia è un paese in declino, in preda alla cultura televisiva, a un misto di violenza e sensazionalismo, al gossip sfrenato. Fatico a riconoscermi nell’Italia che conoscevo….” Racconta della domanda ossessiva dei giornalisti stranieri: come fa a sopportare l’Italia di Berlusconi? “E’ mortificante riascoltarla per mesi…anch’io a volte facevo domande su Bush agli americani, ma non tutti erano portatori dei valori di Bush, tanti non vedevano l’ora di liberarsene. Così rispondo: vi sembra incredibile, ma Berlusconi è stato eletto. E’ una pianta spuntata da una terra molto ben concimata. Concimata per anni, bruciando il prato intorno…Il terreno l’ha preparato attraverso la tv commerciale, che è oggi la nuova coscienza culturale italiana. Io non la guardo. La trovo triviale.…La televisione in Italia interpreta lo stesso spirito, greve e maschilista, che berlusconi cavalca da anni: Quest’estate ne abbiamo avuto la massima evidenza con i suoi comportamenti pubblici e privati. Io sono legato a Milano e ai miei figli, ma sto meglio a Londra o a Berlino. Provo un senso di pena per un paese sempre più cialtrone, ripiegato sull’insulto reciproco. Dove anche la sinistra sa solo demolire, incapace di un progetto credibile, senza un leader in cui mi possa riconoscere. Il paese dell’arrangiarsi e del salvarsi improvvisando.”

L’Espresso, 29 dicembre 2009, pp.100-102

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2 pensieri su “Un paese in declino (intervista a Ludovico Einaudi)

  1. Ormai non ti commento più, perchè è scontato che sono in sintonia piena con quel che scrivi: sarebbe inutile ripetizione. Ultimamente, poi, sembra che Dio abbia ripreso a parlare (ed agire) per bocca dei pazzi… ci mettiamo dentro anche noi che non tiriamo statuette e non spintoniamo potefici?? Auguri, augurissimi! E felicisssimo, sereno 2010.

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