Gen 27, 2010 - Storia    No Comments

“Sorridevano ed erano felici”

Al processo Trzebinski ricordò il massacro con queste parole:
“I bambini avevano con se tutti i loro bagagli, del cibo, i giocattoli. Si sedettero sulle panche che erano lì tutt’intorno, sorridevano ed erano felici di trovarsi fuori dal campo”
.

Dopo aver impiccato i medici, gli infermieri e i russi le SS rientrarono nella stanza dei bambini.
Avevano atteso a lungo seduti sugli sgabelli. Trzebinski tirò fuori dalla borsa le siringhe e la morfina:
frahm.jpg“Frahm (foto) rientrò (…) lo presi da parte e gli domandai cosa sarebbe successo ai bambini. Lui rispose che li avrebbe impiccati.
Potrei raccontare il falso e dire che venni minacciato con la pistola ma la verità è un’altra: non vi fu nessuna discussione perché secondo me i bambini non potevano più essere salvati. Se avessi fatto l’eroe i bambini forse sarebbero morti più tardi ma il loro destino non sarebbe cambiato.
Avevo con me della morfina era una soluzione 0,2 da 20,0. Chiamai un bambino dopo l’altro. Si stesero su uno sgabello ed io feci loro una puntura sul sedere, dove è più indolore. Affinché i bambini pensassero che questa fosse veramente una vaccinazione, ho sempre preso un ago nuovo. Il dosaggio entrava in circolazione e i bambini si facevano deboli. Dicevo a tutti i bambini che erano in una buona condizione, tranne uno di 12 anni che era veramente in pessima salute. A causa della debolezza fu lui a prendere sonno per primo.
Erano rimasti svegli dai 6 agli 8 bambini, gli altri dormivano già. Frahm prese in braccio il ragazzo dodicenne e disse agli altri: “Lo porto a letto”. Andò con lui in una stanza che era 6 o 8 metri lontana dalla sala dove aspettavamo e lì vidi un cappio appeso ad un gancio. A questo cappio Frahm impiccò il bambino addormentato e vi si appese con tutto il peso del suo corpo affinché il cappio si stringesse.
Nel periodo che ho trascorso nel campo di concentramento ho visto molte cose inumane nel lager ed ero anche in qualche modo insensibile, ma non avevo ancora visto un bambino impiccato.”

Il 29 marzo 1946 al processo il pubblico ministero Stewart interrogò il boia Frahm.

Frahm: Portarono i bambini nella cantina e fecero loro delle iniezioni. Trzebinski fece le iniezioni, e Speck e Dreimann li portarono in cantina.
Stewart: Cosa accadde ai bambini?
Frahm: Si addormentarono.
Stewart: E cosa successe allora?
Frahm: I corpi furono portati via il giorno dopo.
Stewart: Cosa intende quando parla di corpi?
Frahm: Erano morti.
Stewart: Morirono per le iniezioni?
Frahm: Sì.
Avvocato Lappenberg: Morirono per effetto delle iniezioni o per qualche altro motivo?
Frahm: Morirono per effetto delle iniezioni. Qualche bambino fu successivamente impiccato.
Lappenberg: E quando avvenne l’impiccagione?
Frahm: Immediatamente dopo.
Lappenberg: Chi mise la corda al collo dei bambini?
Frahm: Io.
Stewart: Quanti bambini furono impiccati dopo le iniezioni?
Frahm: Forse la metà.
Stewart: Erano più o meno di dieci?
Frahm: più.
Stewart: Quanto durarono le impiccagioni dei bambini?
Frahm: Rimasero impiccati per circa dieci minuti, ma non sono sicuro.
Presidente: Lei ha detto che ne furono impiccati dieci?
Frahm: Non so il numero esatto.
Lappenberg: Lei ha detto che circa la metà dei bambini fu impiccata. Non furono impiccati tutti?
Frahm: Non lo so.
Avvocato Halben: Era lì il comandante Strippel?
Frahm: Sì, era lì di volta in volta.
Presidente: Ha ricevuto qualche ricompensa?
Frahm: Sì, abbiamo ricevuto sigarette e grappa.

“Sorridevano ed erano felici”ultima modifica: 2010-01-27T16:36:54+01:00da pelikan-55
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