Cronaca di una fine annunciata

romolo_il_grande_una_commedia_storica_che_non_si_attiene_alla_storia.jpgIl vecchio satiro è incerto fra tristezza, disperazione e furore. Dietro le quinte briga, agita minacce e bonifici estero su estero. Ma, forse, e soprattutto, non capisce. Ma come, lui che ha pagato tutti (destra e sinistra), uomini, donne, trans, ninfo, persino lelemora, lui che ha donato gioia e bellezza a questo povero mondo, ora si trova sempre più solo, pur ancora nella folla di servi, nani, puttane e ballerine? Lui, che ha fatto rifare braccia, nasi e piselli alle statue romane così tristi nella loro incompiutezza, lui che ha valorizzato la bellezza (pur secondo canoni da bordello piuttosto che da Louvre), adesso vede sfaldarsi il sogno che ha costruito per sè e per tutti (almeno per quelli che ci hanno creduto gratis o a tariffa). Qualunque psicologo da parrucchiera vi direbbe che dietro al suo furore in fondo c’è solo la disperazione per l’imminente, anzi già ben avviato, crollo, la dissoluzione fisica prima che politica. E’ la Commare secca, per dirla con Pasolini e Bertolucci, che lo guarda, lo aspetta con la pazienza dell’eterno vincitore.

Nella Roma imperiale, al momento del trionfo, sul carro del vincitore che sfilava fra ali di folla entusiasta, dietro a lui a reggere sul suo capo la corona d’alloro c’era un liberto con un compito preciso: sussurargli nell’orecchio il mantra “Ricordati che sei un uomo”. Oggi in trionfo, domani, magari a nutrire vermi e mosche. Ma i dittatori non conoscono incertezze, gli imperatori finirono tutti, chi a fil di spada, chi sistemato da funghi provvidenziali (Claudio) quando la loro presenza era divenuta ormai un ingombro per tutti, servi lanciati a rifarsi una verginità, avversari pronti a prenderne il posto, a scimmiottare, poco dopo, la stessa crudele inutilità.

Ora anche Mara, l’icona del berlusconismo, del sogno che rendeva possibile ogni traguardo, uniche doti: gioventù, bellezza e disponibilità, anche lei è in partenza. con i suoi occhioni spalancati sul mondo, nella sorpresa prima (“io, sono ministro..?”) poi nella rivelazione (“il PdL è dominato da affaristi!..). L’impero romano era finito almeno da un secolo, ci volle Odoacre a deporre Romolo Augustolo (che potè occuparsi delle amate galline) qui chi arriverà, e quando? E dove fuggirà il vecchio imperatore, il cinghialone aveva solo Hammamet (dilettante..), magari passeremo ancora qualche mese a cercarlo nelle sue decine di palazzi, ville, resort, castelli, sparsi per il mondo, in quel mondo che non ha capito il suo grande progetto di bellezza, gioventù e felicità. Solo la Commare secca saprà dove trovarlo quando sarà ora, chissà se gli apparirà come Mara, Ruby, Natascha, Deborah…A dire il vero, come dicono a Roma, “nun ce ne potrebbe fregà de meno..”

p.s. per par condicio: come finiranno i degni epigoni del vecchio satiro, i solerti “oppositori”? In barca a vela verso l’ignoto? O ancora a scannarsi per gli ultimi brandelli di potere, a perdere le ultime primarie del lotto? Dopo Romolo Augustolo arrivarono i barbari, noi lo siamo già diventati grazie a lui, insieme a lui. Intere generazioni tagliate fuori, le più giovani scampate all’estero. Anche noi a raccattare quattro stracci per tirare avanti, fino all’ultimo libro letto, l’ultima giornata vissuta.

Cronaca di una fine annunciataultima modifica: 2010-11-20T17:39:00+01:00da pelikan-55
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