Set 3, 2012 - Senza categoria    1 Comment

“Settembre, andiamo, è tempo di migrare..”

foto_030912.jpg“Settembre, andiamo, è tempo di migrare..”, recitava il Vate, e sotto la pioggia (finalmente) battente di oggi la nebbia nasconde la valle sotto Fortezza Bastiani e le carovane in transito verso le cime. Inutile nasconderselo, con Ferragosto e il ritorno dalle vacanze inizia davvero il nuovo anno che, ancora per formalità o per affezione, facciamo decorrere dal 1 gennaio. È più forte il senso del cambiamento oggi 3 settembre di quello che ci sfiorerà il 1 gennaio 2013 (sempre che la profezia dell’ape Maya non abbia avuto il sopravvento), si torna alle usate cose, si lasciano usi e costumi estivi (ciabatte, calzoncini e maglietta) per riprendere la grisaglia e la vigogna di tutti i giorni.

Ma, temo, che i cambiamenti si fermino qui. Basta sbirciare la stampa di oggi (e della ultime settimane) per rendersi conto che la grande palude gelata è ancora lì. Quasi in uno scenario dantesco i personaggi, bloccati nello Stige ghiacciato, non solo non possono/riescono/vogliono spostarsi ma sono condannati alla iterazione delle loro solite, logore e tristi parti in commedia.

Da una lato “siamo pronti allo sciopero generale”, dall’altro un comico dà delle “salme” all’avversario e quello gli risponde “fascista”. Un tale intima al Capo dello Stato “di tirare fuori le carte” (per una briscola?), dall’altra una “signora” plastificata in spiaggia in Versilia definisce “barbara” l’attività antievasione della GdF e invita a colpire invece i veri evasori “gli extracomunitari che in spiaggia vendono merce contraffatta”.

Signora mia! Dice che ha sentito la mia mancanza? Che avrei dovuto scrivere da FoBa? Dagli spalti dove il sole picchiava forte e trasformava i prati verdeggianti in una sorta di giallo deserto del Gobi? Là dove la velocità di trasmissione dati si misura non in megabyte, ma in byte? Insomma aria da anni 90 quando ancora usavamo il modem esterno che ci gracchiava con il suo “crii-gnii-kkk”.

Si chiama “digital divide”, montagna reggiana, mica Wasiristan. Ma tutto resta uguale a se stesso, mese dopo mese, anno dopo anno.

Che avrei dovuto scrivere? Che siamo fermi, immobili, incapaci di qualunque azione. In un paese dove nulla più funziona ogni minuscolo e volenteroso tentativo di riforma viene massacrato dal tiro incrociato, destra/sinistra, di infiniti piccoli interessi contrapposti

Dopo la caduta del governo del suino plastificato scrissi proprio su FoBa della necessità di “rigore”, verso ognuno di noi, prima che per gli altri. Di rigore ne ho visto poco: al massimo quelli della nazionale agli europei, o i tentativi del povero zio Mario di far rigar dritto una banda di sciagurati intenti a litigare sul colore delle tappezzerie mentre il Titanic affonda. Come nella tradizione italiana: dopo il 25 luglio nessuno era stato fascista, dopo Hammamet nessuno era stato socialista, dopo il Muro di Berlino spariti i comunisti, dopo Berlusca “deve tornare la politica”. Perfetto. Siamo un popolo che rispetta le sue tradizioni.

Appunto: “Dopo la parentesi del governo tecnico deve tornare la politica”. Dicono gli esperti (anzi ex-perti). Bene. Giusto. Ma. Politica di cosa, fatta da chi? Da quelli che da 20 anni sono lì, a perdere battaglie/guerre/partite, tutto? Da quelli che hanno fatto accordi con Silvio (conflitto di interessi, do you remember Violante?). Dovrei lasciar campo in economia non più a zio Mario ma al duo Bonani-Fassina che, leggo, “hanno bocciato Monti?” Questa la politica? Con il Titanic alla deriva chiamereste Schettino?

In compenso oggi c’è una buona notizia: il generale Aureliano Buendia di Gallipoli recensisce il nuovo (gasp) libro di Uolter. Dopo aver massacrato la sinistra per 30 anni, raso al suolo tutto e tutti, come due cowboy impegnati nella classica rissa da saloon, finalmente scatta la pace/tregua? Proposta per i prossimi 25 anni: Uolter scrive (pardon, fa scrivere il suo ghostwriter, ben noto) e Aureliano recensisce, entrambi veleggiando verso i mari del sud. La “politica” ci guadagna e la letteratura non ci perde più di tanto, anche considerato come, dopo lo Strega a Piperno, rimanga poco da mandare a ramengo.

Pioggia anche sulla Chiesa, muore un grande come Martini e il pastore tedesco non va al funerale. Quasi quasi lo capisco. “Si crea un precedente..” gli avranno detto in Curia. Già. Pensate, un Papa che va al funerale di un vero cristiano. Roba da matti, no? Quasi come con questa storia insopportabile e patetica dei “cristiani” nel PD. Fioroni? Ma esiste qualche cristiano che si senta rappresentato dal suddetto? Quelli alla Fioroni, potere e sedie a parte, sono già con l’Udc mentre i geniali strateghi del PD per inseguire quei pochi si giocano i molti cristiani credenti ma laici che non ne possono più di “no” a qualunque cosa giusta e di buonsenso nel campo dei diritti civili.

Piove, almeno non posso dire “governo ladro”. Anche se questa ultima cosa del concorso per gli insegnanti mi lascia l’amaro in bocca. In Italia ci sono due sole professioni “eterne”, il sacerdozio e l’insegnamento. “Semel abbas, sempre abbas”, ma anche “semel magister, sempre magister”. Facciamo il concorso, bene. Finalmente. Ma poi? Chi controllerà nel tempo la capacità di questi insegnanti? E poi la solita sanatoria dei precari. Bene. Ma chi controlla che sappiano insegnare? E, in caso contrario, chi li accompagnerà all’uscio, gentilmente, dicendo loro: “Cambia mestiere?”. Nessuno. Mai. Jamais. Nella pubblica amministrazione vige solo il valore degli anni. Merito e capacità sono parole sconosciute.I presidi che pure avrebbero-per legge-questo potere, non rischieranno mai l’incolumità delle loro sacre terga nel terrore di una chiamata al tar o al sindacato. Quindi chi paga? I nostri figli ma soprattutto i figli di quelli più poveri e deboli che riceveranno un insegnamento scadente senza avere la possibilità, a casa, di genitori in grado di limitare i danni subiti in classe.

E intanto piove “sulle tamerici, sui mirti salmastri” e si riprende l’usato cammino. Un ben ritrovato ai miei 25 lettori, coraggio! La strada è ancora lunga…

 

“Settembre, andiamo, è tempo di migrare..”ultima modifica: 2012-09-03T11:01:42+02:00da pelikan-55
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