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Gen 15, 2009 - Storia    No Comments

Solo in Italia…(3)

PARTIGIANI UGUALI AI FASCISTI? UN’OFFESA
Nicola Tranfaglia

“Siamo di nuovo al punto di prima. Durante il quinquennio 2001-2006 che ha visto la seconda, lunga esperienza di Silvio Berlusconi alla guida del governo italiano abbiamo già assistito al tentativo di equiparare giuridicamente (dal punto di vista storico l’operazione è ancora più difficile) i combattenti della guerra partigiana, e i soldati, regolari e irregolari, della repubblica sociale italiana, gli alleati consapevoli del Terzo Reich sconfitti al termine di venti mesi feroci e terribili dalle truppe angloamericane che risalivano la penisola e dalla resistenza italiana. Quel tentativo fallì.

Qualcuno direbbe: perché c’era ancora in Italia una opinione pubblica democratica o perché l’opera di berlusconizzazione del paese era ancora incompiuta? Non lo so. Fatto sta che quel parlamento alla fine aveva bloccato il progetto di legge per equiparare partigiani e repubblichini. Ora l’occasione si ripresenta e nel giugno scorso una carovana che vede in prima linea alcuni socialisti che hanno scelto la destra (come l’on. Caldoro e l’on. Barani) insieme con una truppa composta da deputati di Alleanza Nazionale che sembrano in polemica aperta con le recenti dichiarazioni del loro leader, attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini. Quest’ultimo infatti è ormai approdato all’idea che l’antifascismo è un requisito essenziale della democrazia repubblicana. La carovana anzidetta è tornata alla carica con il progetto numero 1360 che accentua l’assurdità del provvedimento della precedente legislatura.

Nella nuova proposta legislativa si ipotizza la costituzione di un Ordine Tricolore presieduto dal Capo dello Stato che avrebbe al suo interno l’istituto nazionale della Resistenza e quello storico della Repubblica Sociale Italiana e prevede che combattenti siano considerati non soltanto i soldati e gli ufficiali delle quattro divisioni di fanteria della RSI ma anche i componenti della Guardia Nazionale Repubblicana, delle Brigate Nere, delle Bande feroci come la Banda Carità e la Banda Koch che, nei venti mesi di guerra contro i partigiani e i civili italiani, oppositori dei nazisti, provocarono morti e lutti assai gravi nell’Italia occupata dalle truppe del Terzo Reich.

Un’offesa terribile per i caduti nella guerra che liberò l’Italia dalla barbarie nazista e che vide cadere quasi duecentomila persone tra partigiani e cittadini del nostro paese. Di fronte a quello che ancora una volta, malgrado le parole di Fini, Alleanza Nazionale, sostenuta da Berlusconi, vuol fare nel nostro parlamento c’è da sperare che anche questa volta il progetto non vada avanti. Un giurista di grande peso come Giuliano Vassalli, ex presidente della Corte Costituzionale, più volte ministro della repubblica, ha dichiarato nei giorni scorsi che non deve esserci” nessun riconoscimento ai repubblichini. Erano e restano nemici dello Stato.” E ha ricordato :”Che cosa vogliono ancora? Hanno avuto tutto, l’amnistia di Togliatti, la legittimazione democratica immediata, l’MSI in parlamento, adesso sono al potere. Eppure non esiste paese in Europa in cui i collaborazionisti dei nazisti sono stati premiati.”

(L’Unità, 15.1.2009_www.nicolatranfaglia.com)

Gen 12, 2009 - Storia    No Comments

Solo in Italia…(2)

Barani_110109_RsiTricolore.jpg
(Repubblica, 11.01.2009)

Per esprimere opinioni all’on.Barani: barani_l@camera.it

A Reggio esiste una Associazione Nazionale Comitato Primo Tricolore. Sarebbe bello sapere che ne pensa di questa Proposta di Legge.

Gen 12, 2009 - Storia    No Comments

Hacker a S.Anna di Stazzema

Ieri pomeriggio il sito web del Parco Nazionale della Pace di S.Anna di Stazzema (www.santannadistazzema.org) ha subìto un attacco da parte di hacker neonazisti. Sulla homepage è apparso un teschio, sormontato da un insetto, con una scritta in gotica bianca su fondo nero. Il tutto accompagnato da musiche inneggianti al nazismo. La violazione è stata bloccata e saranno aumentati i livelli di sicurezza.

“Siccome eravamo bambini tutti piccoli, la mi mamma ci nascose in un bosco e si rimase in quel bosco fino a che non si sentì degli spari. Finiti gli spari, quando fu tutto calmo, si sparse la voce che avevan distrutto il paese e che avevano ammazzato la gente.”

Luciano Lazzeri, superstite dell’eccidio

Gen 6, 2009 - Storia    1 Comment

I torti e le ragioni

Di fronte ad una guerra ci si può sentire impotenti. La domanda più facile è: “Chi ha ragione? Chi ha torto?”. Poi tutto si complica perchè ci si accorge che entrambi i contendenti hanno ragione. Ma allora? Per il mestiere che faccio sono abituato a confrontare le fonti, a cercare almeno di pensare alla complessità. Senza risposte definitive, ma senza risposte preconfezionate per schieramenti obsoleti e ambigui. Non si tratta di scegliere la curva sud o nord ma cercare di capire qualcosa. Finora ho sempre letto le opinioni di una parte, oggi ho riletto anche altro e mi sembra giusto metterlo sul tavolo, per me, per tutti.

Questa sinistra pavida che gioca coi terroristi
Fiamma Nirenstein
Il Giornale, 5 gennaio 2009

È strano come i toni della ragionevolezza, quelli della saggezza antica, confortevole e insipida come l’acqua calda, alle volte nascondano invece un abisso di confusione, un vuoto di idee che può diventare un pericolo per il mondo. Viene da chiedersi con quale senso della responsabilità la sinistra italiana, l’Europa, l’Onu, parte della stampa internazionale, fingano di non capire che limitare il proprio commento alla richiesta di fermare la guerra contro Hamas giochi la credibilità del mondo occidentale, li metta in ridicolo presso il mondo islamista, rovini i Paesi arabi moderati che tacciono cauti, distrugga la deterrenza di fronte alla jihad islamica, danneggi Abu Mazen e anche la prospettiva di «due Stati per due popoli». Quale richiamo della foresta conduce un raziocinante moderato come Walter Veltroni a chiedere con estrema urgenza un cessate il fuoco fra Israele e Hamas? Per un moderato in politica internazionale come Veltroni, che certamente non approva la linea di Massimo D’Alema che, non pago della lezione degli Hezbollah, ripropone una trattativa con Hamas, la richiesta di fermare subito tutto sembra una risposta automatica. Israele affronta con sofferenza e determinazione l’impresa di terra, uomini come Shimon Peres e Ehud Barak spiegano come proprio il bisogno di pace costringa a combattere Hamas fino a ottenere risultati tangibili. Intanto, anche gli occhi della nostra sinistra moderata scorgono che le manifestazioni anti-israeliane si infittiscono, diventano razziste e furiose, manifestazioni bruciabandiere. A queste, davvero, non dovrebbe essere dato neppure un appoggio collaterale.
Mentre si ricominciano a ritrarre sui giornali di estrema sinistra i dirigenti israeliani come mostri assetati di sangue, guai a avallare l’idea che la guerra contro Hamas sia peregrina, dettata da ybris, che sia una guerra da fermare subito. Si dà semplicemente prova di non aver capito come stanno le cose, i loro sviluppi, le novità che contengono, i nessi geopolitici basilari di questo conflitto, che non è un episodio dello scontro israelo-palestinese ma un episodio fondamentale dello scontro col terrorismo. Per fermare lo scontro deve rompersi l’asse iraniano che fornisce le armi a Hamas; deve crearsi una supervisione autentica della frontiera di Rafah; deve tornare a casa il caporale Gilad Shalit; deve finire per sempre la pioggia di missili e, soprattutto, si deve cambiare la testa di Hamas, che deve sapere, con i suoi compari assassini, che Israele può agire anche di fronte alle più terribili minacce.
Non dimentichiamo che Israele ha avuto il coraggio di entrare a Gaza mentre l’Iran lo minacciava di morte se avesse osato. Vogliamo essere noi, di fronte al coraggio di Israele, a dare ragione all’Iran? La tregua, la trattativa, la mano tesa hanno avuto pessimi risultati in questi anni: l’esitazione nel mostrare un volto duro all’Iran, politica di cui la nostra sinistra è paladina, la predilezione per le armi della politica piuttosto che per le sanzioni, ha portato allo sviluppo delle potenzialità atomiche del regime degli ayatollah; una telefonata di Prodi a Bashar Assad, ne ricordo in particolare una del settembre di tre anni fa, lo portò a vantarsi della promessa di Assad di bloccare gli armamenti iraniani per gli Hezbollah: la promessa si è risolta in 42mila nuovi missili in mano a Nasrallah; lo stesso è accaduto della passeggiata di D’Alema a braccetto con gli Hezbollah, fatta per dialogare, per capirsi con una forza, diceva D’Alema, dopotutto eletta democraticamente. Anche Hitler lo fu, l’argomento è sepolto nella storia, le folle plaudenti spesso inneggiano al delitto, e infatti Nasrallah, adorato dai suoi, è un pericolo per tutto il Medio Oriente, un feroce sceicco medioevale che impedisce al Libano di emanciparsi. Anche Hamas impedisce al suo popolo la via della libertà e della trattativa: odia ambedue questi concetti. La tregua lo aiuterebbe a inventarsi una “vittoria divina” e a ricostruire le armi per la sua politica d’odio.
Del resto, la questione dei civili di Hamas è complicata, essi sono il suo scudo umano designato, vi si mischiano innocenti ma anche soldati senza divisa. Persino il Manifesto non ha potuto fare a meno di chiamare “criminale” Hamas. Eppure i riflessi pavloviani sulla questione mediorientale obnubilano la mente, il ritornello “pace contro terra” risuona gioioso e vano nella testa della sinistra: la pace la si otterrebbe contro Hamas, e non con esso. Le vecchie armi della politica sono arrugginite di fronte alla jihad, la sinistra metta in moto un po’ di orgoglio intellettuale per affrontare il problema.I torti e le ragioni

Dic 31, 2008 - Storia    No Comments

Ordine del Tricolore: una buona notizia

A conclusione d’anno una (piccola) buona notizia: come ci ha comunicato con una sollecita mail l’on.Paolo Corsini il deputato del PD ha ritirato la firma al famigerato progetto di legge, verificato come il testo definitivo della stessa non fosse quello che aveva in precedenza letto.
Grazie al deputato della precisazione che lo reintegra nella nostra precedente stima.
Restano gli on. Fogliardi e Narducci.

Dic 29, 2008 - Storia    No Comments

Ordine del Tricolore? Ma chi abbiamo eletto?

Qualche approfondimento sull’Ordine del Tricolore:
1. esaminando l’elenco dei 42 firmatari ho appreso che figurano 3 deputati del PD (che pensavo significasse Partito Democratico e non Poca Decenza). Sono: Paolo Corsini, G.Paolo Fogliardi e Franco Narducci. E’ bello sapere che il mio voto ha contribuito anche alla loro elezione! E’ bello sapere che il PD ritiene giusto riconoscere la gente di Salò come legittimi combattenti!
2. leggendo la proposta si apprende che vengono riconosciuti “coloro che hanno fatto parte delle formazioni partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo Volontari della Libertà.” O gappiste? Perchè i GAP non erano formazioni partigiane? Ah, scordavamo! I gappisti erano gli assassini comunisti!
3. leggendo la proposta si apprende che vengono riconosciute le “formazioni che facevano riferimento alla RSI”. Quindi neanche più l’esercito di Salò-com’era nel primo tentativo di alcuni anni fa-ma tutti. Quindi Brigata Nera, Banda Carità, Banda Koch, X Mas, e via andando!!

E’ bello sapere che nostri deputati lavorano per noi così bene. Ma chi cavolo di gente abbiamo eletto??

Dic 28, 2008 - Storia    No Comments

Rieccoli!!!! L’Ordine del Tricolore!!

Rieccoli! Ci avevano già provato una a volta a presentare una proposta di legge sulla equiparazione dei soldati di Salò ai partigiani e ai combattenti del vero esercito italiano. Poi san Carlo Azeglio Ciampi disse no: lui quella legge non l’avrebbe firmata.
Ora ci riprovano! Il 23 giugno 2008 alla Camera dei deputati è stata presentata una proposta di legge d’iniziativa dei deputati Barani,Angeli, etc.. per la “Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra” (http://leg16.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0011740.pdf)
Qualche passaggio del testo: “Non si intende proponendo l’istituzione di questo Ordine sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile sull’altare della memoria comune, ma riconoscere, con animo ormai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare nella storia d’Italia…”
Pari dignità?
“L’istituzione dell’Ordine del Tricolore deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria.”
Convinti della “bontà”? Ma da quando in qua la “buona fede” (ammessa e non concessa?) è una categoria storica? Bene quindi, per stare all’attualità, oggi 28 dicembre, 65° della fucilazione dei Cervi diamo la stessa “dignità” alle vittime e ai carnefici. Tanto erano in “buona fede” anche loro, no??
Il 7 gennaio il presidente della Camera on.Fini sarà a Reggio. Vogliamo ricordargli chi ha ridato onore e dignità al Tricolore, vilipeso da 20 anni di fascismo? O è politicamente scorretto?

Dic 22, 2008 - Storia    No Comments

Quando Papa Giovanni pregò per gli ebrei

Signore, noi siamo oggi coscienti
che nel corso di molti,
molti secoli, i nostri occhi erano
così ciechi
che non erano più capaci
di vedere ancora la bellezza
del Tuo popolo eletto, il popolo ebreo,
nè di riconoscere nel volto [degli ebrei]
i tratti dei nostri fratelli privilegiati…
Perdonaci, Signore, perdonaci..per le ingiustizie
subite dagli ebrei…per le colpe dei cristiani..
perdonaci perchè noi non sapevamo
cosa stavamo facendo, nel corso dei secoli
passati, contro tutto
il popolo ebraico.
(Giovanni XXIII, 1963)

Dic 18, 2008 - Storia    No Comments

Rivediamolo insieme

A volte ci chiediamo a cosa servono gli artisti. Poi vediamo “Underground” di Emir Kusturica e ci accorgiamo che con un film ci ha spiegato la crisi della ex-Jugoslavia meglio che tanti saggi storici. Leggiamo “La ragazza di Bube” di Carlo Cassola e capiamo il difficile dopoguerra italiano. Rivediamo “I giovani leoni” di Edward Dmytryk e capiamo la tragedia della guerra su una intera generazione di giovani.
Per le nostre miserie italiche rivediamo l’intervento di Nanni Moretti quella sera sul palco di Piazza Navona. Rivediamolo e pensiamoci.
(http://it.youtube.com/watch?v=hsYRccl4bFI)