Feb 23, 2009 - Italia, Europa, mondo    1 Comment

Un obiettivo chiaro (M.Ovadia)

Un obiettivo chiaro
Moni Ovaia

Il tracollo del Pd alle elezioni sarde è un argomento dal quale avrei voluto volentieri esimermi di parlare perché per affrontarlo mi tocca essere perentorio e schematico, attitudine che per formazione mi mette in serio imbarazzo, ma oggi sento il dovere, come cittadino di questo Paese, di fare una riflessione semplice e ferma per dare un contributo pur piccolo che sia al fine di uscire dal pantano in cui l‘’intera opposizione rischia di precipitare. Ho creduto con sincera partecipazione che il Pd fosse un progetto dotato della potenzialità per inaugurare una nuova era nella politica italiana e ne ho preso le distanze non perché volessi abbandonare la barca quando cominciava a fare acqua, ma per non essere complice di una deriva avviata a monte dell‘’agire politico. Il comportamento ondivago e fondato sulla “ideologia” dell‘essere gentili e dialoganti. Con chi? Con il politico più estremista, auto-referenziale, intollerante, demagogo e calunniatore di tutta la storia repubblicana. Con lui e con il movimento di suoi cortigiani, dipendenti e clientes che chiamano “Partito delle libertà”. Quali? Quella di distruggere la Costituzione? Quella di varare leggi razziste? O quella di negare il ruolo dell‘’opposizione chiedendole di approvare lo scempio? Quando governava Prodi loro cosa facevano? Quello che suggeriscono agli altri? Col cavolo! Facevano i picconatori e i demolitori. Prendiamo esempio. “Etologicamente” parlando, il sentimento primario nei confronti del berlusconismo è: o entusiasmo o ripulsa totale. Le posizioni terze sono di marginalità nel paese, soprattutto nell‘elettorato popolare.
C‘’è un solo modo per rimettere in moto l’energia e il tono dell’opposizione: avere un obiettivo chiaro, fare uscire l’Italia dall’orgia del potere della palude berlusconiana e mettersi al lavoro per tutto il tempo necessario a conseguire la meta.
❖ www.unita. 210209

Un obiettivo chiaro (M.Ovadia)ultima modifica: 2009-02-23T18:15:00+01:00da pelikan-55
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1 Commento

  • Ok con Ovadia: il problema è politico.
    Ora che Veltroni ha abbandonato la nave per primo, prima che affondasse, c’è modo di pensare ad un cambio di rotta: al centro un’alternativa “sistemica” e a lato una visione del mondo nelle sue sfaccettature, a partire dal rispetto delle istanze politiche della sinistra. Alternativa, rispetto e aggregazione. Il contrario dell’era Uolter. Probabilmente Franceschini questo lo farà.
    Attenzione però: l’antiberlusconismo ha le gambe corte. La politica vera deve sciogliere la diaspora dell’epoca Prodi, quella sul welfare. Da lì bisogna ripartire, con meno vantaggi a Confindustria e più difesa per i ceti medi, la povera gente e il cittadino inteso come “entità laica” da difendere.

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