Per arrabbiarsi un po’ (ma non troppo)

Da povero cristiano sofferente ogni tanto mi infliggo qualche punizione. Tranquilli, lascio il cilicio alla Binetti e le camicie a fiori a Formigoni. Io mi limito ad andare su qualche sito “veramente” cattolico per capire cosa pensano altri credenti. Vi risparmio, per il momento, siti lefebreviani e simili delizia.

Vi segnalo “La Bussola quotidiana”, che è di qualche attualità visto che uno dei suoi animatori, Andrea Tornielli, è un noto vaticanista e sarà a Reggio nei prossimi giorni nell’ambito del Festincontro. In occasione del GayPride di domani segnalo l’articolo «L’Omofobia? Una grande bufala» Parola di ex gay militante di Raffaella Frullone, da cui traggo l’ultima domanda/risposta a Luca Di Tolve, gay “convertito”.

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-lomofobia-una-grande-bufalaparola-di-ex-gay-militante–2112.htm

Quale è stata la molla che Le ha fatto pensare che qualcosa non andava nel mondo gay?

«Ad un certo punto, dopo anni di ricerca sfrenata, non solo non avevo trovato nulla, ma non avevo nemmeno capito bene cosa stavo cercando, e nemmeno se lo avrei trovato mai. Esausto, mi sono fermato, ho staccato. Poi ho scoperto che c’erano altre possibilità:  con grandissimo stupore e altrettanta sofferenza ho scoperto una cosa che nessuno, in 20 anni di Arcigay mi aveva mai detto, e cioè che potevo diventare eterosessuale. Perchè non me lo avevano detto? Mi hanno rubato 20 anni di vita. Ho cominciato a leggere i libri di Nicolosi, psicoterapeuta americano, che da anni negli Stati Uniti si occupava di terapia riparativa. Non sono stato convinto da subito, ma ho voluto tentare anche quella strada. Ho capito che la mia vita era cambiata quando ho cominciato a percepire la profondità del mistero della complementarità, e ho sentito dentro di me un desiderio, che nessuno mi aveva detto che avrei potuto sentire: quello di essere padre. Fino ad allora nessuno mi aveva mai detto che avrei potuto generare una vita».

Capisco che ci inoltriamo in territori di grande delicatezza ma mi chiedo: bisogna aspettare che qualcuno ci dica che esistono varie opzioni per la sessualità di ognuno di noi? Che la ricerca della nostra identità è un libero percorso, a volte semplice, a volte accidentato, ma che attiene la sfera dell’individualità più assoluta? Che frequentare associazioni come Arcigay è una libera scelta, non una chiamata alle armi o alla vocazione? Di Tolve è stato fortunato perchè ha trovato qualcuno che gli ha detto che poteva anche scegliere l’eterosessualità se quella era la sua strada? E tutti noi, tapini, che non abbiamo mai trovato nessuno che ci ha spiegato simile sconvolgente verità, come abbiamo fatto? Ci siamo aggirati inutilmente nei meandri della lussuria, singola o collettiva? Ma soprattutto in questa rivelazione sconvolgente quanto spazio si lascia alla libera scelta dell’individuo? E quanto emerge della solita tragica mania sessuofobica che tanto ha improntato la storia della Chiesa?

Per qualche riflessione vi segnalo: Piero Cappelli, Lo scisma silenzioso. Dalla casta clericale alla profezia della fede, Gabrielli Editore 2009. Segue schedina IBS:

La missione dei cristiani in un mondo laico è quella di ricordare che la finalità della storia, la finalità della vita e la finalità della politica è sempre la stessa: operare per la riconciliazione”. Su queste premesse, tratte dalla prefazione di Arturo Paoli, il libro analizza le contraddizioni e i conflitti, spesso duri e profondi, in atto da tempo all’interno della Chiesa Cattolica, tra la gerarchia, con il mondo clericale che la sostiene, e il variegato “popolo cattolico” – fedeli, sacerdoti e religiosi – che nella pratica e nel pensiero hanno posizioni diverse e contrastanti rispetto alla dottrina ufficiale. Si tratta di un vero e proprio “scisma”, seppur silente, non dichiarato, perché non è dato spazio alla sana controversia e al dialogo. I I dissidenti, soprattutto teologi e sacerdoti, pagano con l’emarginazione e l’esclusione. L’autore analizza i fondamenti teologici/biblici/comunicativi e i processi che sostengono questo tipo di Chiesa, e conclude indicando piste di lavoro e di comunicazione ecclesiale per una nuova comunità-chiesa dove il dialogo e la profezia permettano un rinnovamento nel segno della Fede, della Speranza e della Carità.

Per arrabbiarsi un po’ (ma non troppo)ultima modifica: 2011-06-11T10:33:00+02:00da pelikan-55
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