Set 8, 2012 - Senza categoria    1 Comment

Wikipedia e la “verità” sul web: il caso Panitteri

Philip Roth chiede a Wikipedia di modificare alcune informazioni sulla pagina a lui intestata, perchè false, e Wikipedia rifiuta di intervenire rispondendo che “Capiamo l’argomentazione che l’autore è la massima autorità sul suo lavoro, ma le nostre regole …richiedono il conforto di fonti secondarie». http://www.lettera43.it/cronaca/roth-lettera-aperta-contro-wikipedia_4367563864.htm
Meraviglioso. Questa è la democrazia del web, alla faccia dei nostri entusiasti seguaci di Grillo che scambiano il mezzo per la sostanza.

Anche nel mio (molto) piccolo ho avuto esperienza di questo paradosso basato sulla demagogica uguaglianza delle fonti. Perchè è corretto confrontare varie fonti in merito a una questione ma non possiamo pensare che tutte le fonti siano uguali, affidabili e fondate. Ogni fonte, in quanto tale, va considerata, valutata ed utilizzata in base alla propria attendibilità. Philip Roth è nato il 19 marzo 1933. Ma se un’altra fonte dicesse invece 14 marzo? Wikipedia sospende la notizia? O indicherà anche l’altra ipotesi perchè “le nostre regole …richiedono il conforto di fonti secondarie”?

Dicevo della mia piccola esperienza nel mondo wikipediano. Potete ricercare il nome “Francesco Panitteri” (1921-1990), fascista trapanese etc.. Cosa c’entra? Panitteri lo incontrai negli atti della Corte di Assise Straordinaria di Reggio Emilia, processato in contumacia quale co-responsabile della condanna a morte di don Pasquino Borghi e dei suoi (30 gennaio 1944). Fra quelle carte esiste la Sentenza della Corte (dic.1946), in cui si condanna il Panitteri e Armando Dottone a 24 anni di reclusione. Sentenza in nome del popolo italiano. Documento reale e consultabile da chiunque voglia. Perchè Panitteri e Dottone? Perchè il Capo della Provincia Enzo Savorgnan il pomeriggio del 29 gennaio 1944 convocò nel suo studio il proprio segretario (Panitteri), il proprio medico (Dottone) e il segretario del PFR locale Wender e decise la fucilazione all’alba del giorno dopo dei 9 antifascisti. Non ci fu alcun processo, nessuna parvenza di legalità. Quattro persone decisero e basta. Panitteri poi, con ammirevole zelo, si incaricò di formare il plotone d’esecuzione e di presenziare alla esecuzione.

Al momento della condanna di Panitteri e Dottone (contumaci perchè fuggiti da Reggio in tempo utile) Savorgnan e Wender erano già stati uccisi dai partigiani, il primo a Varese il 28 aprile 1945, il secondo a Concordia il 22 marzo del medesimo anno.

Bene. Si fa per dire, perchè Panitteri e Dottone non scontarono mai un giorno di carcere, condannati in contumacia furono AMNISTIATI nell’aprile 1946. Per una volta la verità giudiziaria coincide con la verità storica. Basta consultare gli atti.

Invece su Wikipedia le cose non vanno così (http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Panitteri) perché nonostante abbia tentato più volte di modificare la voce e mi sia rivolto al sig.Wikipedia in persona, a Trapani c’è un gruppo di fascisti che si ostina a modificare la voce a loro uso e consumo. Basta leggere [oggi, 8.9.2012]:

Evaso in agosto dal campo, si diede alla latitanza e venne processato in contumacia dalla Corte di Assise Straordinaria di Reggio Emilia nel dicembre 1946 per aver fatto parte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato della RSI. Condannato con Armando Dottone a 24 anni di reclusione,[6] venne assolto, sempre in contumacia, con formula piena in appello dalla Corte d’Assise di Reggio Emilia nel 1948, assieme al giudice Dottone.[7]

Panitteri non fu imputato per aver fatto parte del Tribunale Speciale.., ma per essere stato responsabile della fucilazione di 9 persone mai processate e fu amnistiato e MAI assolto con formula piena dal Tribunale di Reggio Emilia (del resto si concede l’amnistia a qualcuno assolto con formula piena?). Tutte informazioni basate su una fonte documentaria inoppugnabile (atti giudiziari dei processi). Ma per Wikipedia questo vale esattamente quanto un’altra fonte “secondaria” che dica il falso. Questa è la democrazia del web, bellezza!

Aggiungo un altro particolare sulla triste vicenda. Ancora su Wiki si legge:

[Panitteri] “Il 29 gennaio del 1944 ricoprì l’incarico di pubblico ministero del tribunale speciale straordinario e in uno dei processi chiese, in qualità di pubblico ministero, la condanna a morte di don Pasquino Borghi e altri otto partigiani, tra i quali l’anarchico Enrico Zambonini[4].”

E se consultate la nota [4] a fondo pagina troverete questa chicca:

“Gli altri partigiani erano Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini e Ferruccio Battini, i quali furono trovati nascosti in chiesa,e dopo un conflitto a fuoco furono fatti prigionieri, processati, furono fucilati il giorno seguente a San Prospero Strinati, il quartiere di Reggio Emilia dove esisteva il poligono di tiro.”

I 7 antifascisti furono arrestati nelle loro case a Correggio e Rio Saliceto nella notte fra il 28 e il 29 gennaio 1944 per rappresaglia per l’uccisione del sottoufficiale della GNR Ferretti, azione alla quale erano tutti estranei. Furono portati in carcere a Reggio all’alba del 29, interrogati in giornata (tutti respinsero le accuse) e fucilati all’alba del giorno seguente senza nessuna parvenza di processo. Il conflitto a fuoco era avvenuto giorni prima a Tapignola, sull’Appennino, quando militi fascisti si erano scontrati con partigiani rifugiati nella canonica di don Pasquino, assente.

Questa la realtà storica, ma per Wikipedia la realtà può avere molte facce…. Quindi ricordiamoci sempre che il web è bello ma l’uso del cervello è ancora meglio. 

p.s. le notizie corrette si trovano nella scheda su don Pasquino (http://it.wikipedia.org/wiki/Pasquino_Borghi)

Wikipedia e la “verità” sul web: il caso Panitteriultima modifica: 2012-09-08T10:15:00+02:00da pelikan-55
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1 Commento

  • La questione che poni è importante, credo però che la riflessione vada completata con la considerazione che il web non è al di fuori del diritto nazionale ed internazionale.
    Al pari delle informazioni a mezzo stampa esistono responsabilità, tutele per la dignità e della verità, tutte cose che sono spesso messe in discussione dalla stampa ma che possono essere impugnate legalmente.
    Meglio la libertà di stampa che l’ufficio controllo preventivo…
    Consiglio una azione legale di Istoreco, non contro wikipedia ma contro le fonti.

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