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Ben venga Maggio, ben venga primavera…

max.jpgTranquillizzo i miei 25 lettori: non sono sparito, se non avete avuto il discutibile piacere di leggere cose nuove su FB è che il sottoscritto era impegnato a correre da un bastione all’altro, da una torretta all’altra, scrutando l’arrivo di nuove carovane in fondo alla valle. Tanto, poi, basta fermarsi un attimo e lasciare che le cose passino. E le cose passano. E’ passato il 25 aprile, quest’anno dedicato alla lotta alla mafia (e io non ho capito perchè), è passato il I maggio, ci sono state le elezioni amministrative. Se sette mesi fa ci avessero detto che il vecchio satiro sarebbe sparito, il suo sodale rantolante con lui, che il PdL si sarebbe sciolto come neve al sole, chi ci avrebbe creduto? Anche il povero Fede non c’è più. Che roba. Eppure l’incazzatura sale, vogliamo di più. “Siate realistici, chiedete l’impossibile” era uno slogan di tant anni fa. Quante boiate si dicono o si scrivono da giovani. Forse altrettante che da vecchi. Perchè un conto è rincorrere l’utopia, il sogno, l’amore, l’idea e un conto è proporre tale programma per mandare avanti la baracca. Vabbè.

In Francia ha vinto Holland e, manco a dirlo, ecco sulle italiche prode risuonare il grido: “Fare come la Francia!”. Ancora? Non ci è bastato il “Fare come Clinton/Obama, Blair, Zapatero?” già echeggiato in passato? E’ il principio dei vasi comunicanti: il pieno occupa sempre il vuoto. Il vuoto delle idee che ricicciano slogan trascorsi o demagogici balzi nel nulla. Un po’ come la polemica sui funghi nostrani dei civici Musei. Gli amministratori non avevano un cappero di idea su cosa farne e, allora, pensata geniale, anzichè proporre alla città la questione, che hanno fatto? Ti hanno chiamato il Blair/Obama esterno. Il genio. L’archistar. Deus ex machina che, giustamente dal suo punto di vista, lasciato a mano libera ha liberamente proposto quello che gli passava per la mente, c’entrasse o no con i Civici Musei di questa “anonima città”. E’ la replica perfetta della favoletta degli abiti nuovi dell’imperatore. Perfetta.

In compenso mi sono accorto che non si parla più dell’art.18. Dovevamo offrire i nostri petti al fuoco nemico per difendere questa barriera di civiltà e ce ne siamo già dimenticati? “Quandoque bonus dormitat Homerus”! E se sonnecchia il grande poeta chi siamo noi per vegliare in armi?

A Reggio la Fondazione bancaria chiude i bilanci in rosso (profondo). Oh, acciderbolina! Ma non erano tutti geni della finanza quei signori seduti in quel Consiglio chiamati (non si sa come e perchè) a gestire i soldini accumulati in qualche secolo dai nostri avi? Siamo stati fortunati che geni fossero, pensate fossero stati dei poveri incompetenti come il s/scritto, che disastro! Che roba! Ah, signora mia, non ci sono più i geni di una volta!

E’ iniziata e finita Fotografia Europea. Bene, bravi. Qualcuno ha scritto che anche crollasse l’Euro, tornasse l’economia di baratto e i Lanzichenecchi fossero alle porte, Fotografia Europea si farebbe ancora. Bene, bravi. In merito un uzzolo mi stuzzica il cerebro (visto come so scrivere bene, se voglio?): che cos’è un buon fotografo/una buona fotografia oggi, quando tutti sono fotografi? Io vengo dal secolo scorso, la fotografia è stato il mio pane (letteralmente) per qualche anno: fotografo di matrimoni, una scuola eccezionale. Niente digitale allora. Pellicola. One shot, one bang. Non puoi sbagliare la foto dello scambio degli anelli. Si impara. Ho vinto concorsi, ho fatto mostre. Le mie foto me le stampavo in casa, bianco e nero mai abbastanza rimpianto. Una Nikon nuova costava come mezza utilitaria. Continuo a far foto, dalla malattia non si guarisce, ma che senso ha oggi quando la tecnica ha preso il sopravvento e la super offerta ha travolto ogni selezione di qualità? Dico una cosa antipatica: fotografi si nasce. Si può diventare bravi, fare qualche bello scatto, ma è sulla distanza che si capisce il valore. E io, di valore, ne vedo così poco. Vabbè, su queste magari ci tornerò con più calma.

Comunque il mio consiglio, intonato al bisogno di rigore di cui sento disperato bisogno, riguardo alle mostre di FE è semplice: andate a vedere Henry Cartier Bresson e McCullin. Basta. Guardatele bene perchè tutto è gia lì. HCB andava in giro con la sua Leica, un 50 mm., il tutto in una borsina della spesa. Facile, semplice, geniale. Megapixel? Photoshop? Ecchisenefrega.

Basta, torno alle mie bozze, altrimenti l’editore ci ripensa e il libro non me lo pubblica più (ma questa è un’altra storia..).

Dopo i cappelletti e una fetta di zampone…

regali-di-natale.jpgDopo i cappelletti e una fetta di zampone, un bicchiere di Sangiovese e uno di passito mi sono assopito. Il sonno epatico genera mostri. Ero da solo in una grande piazza e andavo rimuginando una cosa del genere:

 

Ebbene sì, lo confesso, sono un nemico dell’economia, un sabotatore della crescita, un oscuro figuro che vive e trama nell’ombra cospirando contro sua maestà il PIL (Prodotto inutile ladrocinio). Non cambio l’auto da quattordici (14) anni, porto il mio giaccone da 9, un paio di scarpe mi dura 4 anni. Porto ancora l’abito di nozze del 1988 e comunque ho l’armadio pieno ogni oltre mia speranza di vita. E vivo bene.

Mi piace passare per le vie del centro per accorgermi di quanta roba io NON abbia bisogno, guardo le vetrine e mi sorprendo a chiedermi: se in cento metri ci sono 6 negozi di scarpe cosa vuol dire? O che per i reggiani è iniziata la mutazione verso la forma-millepiedi oppure…

Sarà l’età o l’inizio del definitivo rincoglionimento ma ho anche superato la fase legata al potere consolatorio dell’acquisto (o quasi), al massimo, al colmo della depressione, vado alla Buffetti e mi compro matite, gomme e cancelleria varia. Poco, troppo poco per far ripartire l’economia. Lo so, dovrei far di più. Grazie ai furti subiti (3 in 2 anni) ho finanziato l’industria dei velocipedi. Ma non basta. Compro libri (sì, ho questa orrenda abitudine) ma così lo spread non cala. Quando cambio il mac lo prendo a rate e poi questo succede ogni cinque anni! Insomma una vergogna.

La vigilia di Natale e feste equipollenti sono preso dallo scompiglio: tutti corrono a comprare, pacchettini come piovesse e io? Niente. Mi sento un “diverso”, un pinguino all’equatore, un nero ad un congresso del KuKluxKlan. Mi chiedo se i miei figli non porteranno questo trauma per decenni, poi mi accorgo che loro sono come me. Doppio complesso di colpa! Forse li ho già rovinati, ho compromesso il loro futuro di consumatori, ne ho fatto dei “diversi”?

Domanda inutile e futile (e retorica): ma non sarà che questa crescita sia fantozzianamente “una boiata pazzesca”? Domanda retorica perché tutti sappiamo la risposta, ben prima del buon Latouche. Il problema è, per dirla con il poeta di Pavana, che “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà”. Immagino che rinunciare al viaggio sul Mar Rosso sia dura e non avere il ventottesimo paio di scarpe possa rappresentare un dramma personale, ma vi assicuro che è molto più agevole rinunciare a ciò che non si è mai avuto/fatto/comprato. Semplicemente perché è/era inutile e “ciò che è inutile è dannoso” (M.Beuttler). Adesso la crisi, lo spread, i bund, ci stanno poco delicatamente informando di ciò che sapevamo già. Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Abbiamo fatto della “Milano da bere” il nostro orizzonte, degno di un macaco ubriaco; anche a sinistra (o insomma quella cosa lì) abbiamo scambiato il consumo per il lavoro come bene primario, convinti che la giostra avrebbe girato all’infinito, dando anche a noi un pezzetto di gioia, di Mar Rosso. Abbiamo pensato che la soluzione a tutto sarebbe stato il mercato e la globalizzazione e che accumulare cose inutili ci avrebbe dato la felicità.

Ci siamo sbagliati, ma lo abbiamo capito? Leggo notizie terrificanti sulla nostra cara Fondazione bancaria che ha visto calare il valore delle sue azioni del 90%. Roba da assalto ai forni, da suicidi giù dalla Torre del Bordello. Invece nulla. Ma chi la gestiva quella Fondazione, chi li aveva scelti quei geni del Mònopoli? A far simili danni bastavo anch’io e sarei costato molto meno.”

Poi mi sono svegliato. Che sogno, che incubo! Poi leggo che il calo previsto dei prossimi saldi sarà del 30%, per Natale si sono spesi 400 milioni in meno, compresi i miei 50 euro, dovrei sentirmi preoccupato? E perché?

Ma si sa non faccio testo, a stento rappresento me stesso, figuriamoci una città, un paese, il mondo. In fondo sono un (mezzo) montanaro venuto giù con l’ultima piena, felice di starsene sugli spalti di Fortezza Bastiani a guardare le carovane passare giù in fondo alla valle.

I have a dream

titanic.jpg(ANSA). Nella notte fra il 8 e 9 settembre è stato segnalato un corteo che viaggiava a luci spente sul GRA di Roma, diretto a Civitavecchia. Ne facevano parte le auto del Presidente del Consiglio, del dott.Letta, on. Cecchitto, on. Gasparri e due pulmann che ospitavano un centinaio di “consulenti” del premier stesso. Il corteo aveva tentato di raggiungere l’aeroporto dell’Urbe dove erano in attesa alcuni jet executive ma era stato fermato più volte da posti di blocco delle forze dell’ordine che controllavano masse crescenti di indignati, divenuti incazzati dopo la notizia-diffusasi nel pomeriggio- dell’avvenuto blocco dei conti bancari italiani su ordine della BCE e dell’annullamento de “Il grande fratello” edizione 2012

A Civitavecchia attendeva il corteo la corvetta della Marina Militare “Baionetta”, pronta a fare rotta sulla Sardegna. “Non è un fuga-ha commentato Cecchitto-è un momento di ripensamento”, “Sono partita senza neppure rifarmi la pressione alle tette”-ha commentato dispiaciuta Loriana, 23 anni-consulente del Ministero. “Torneremo!”, ha dichiarato Salvatore La Mottola, cugino di Valter Lavitola, addetto alla pressione senale delle consulenti.

Da fonti del Ministero della Difesa, il “Baionetta” è salpato alle ore 23,45. L’ultimo contatto radio risale alle 01,26 quando il comandante Ghislanzoni ha comunicato: “Tutto bene, c’è un bel movimento qui…”. Da quel momento ogni appello radio è caduto nel vuoto. Non risulta sia stato lanciato alcun messaggio SOS.. Alle prime luci dell’alba gli elicotteri del Soccorso aereo si sono levati alla ricerca della corvetta scomparsa, ma finora nulla è stato ritrovato: sulla superficie del Mediterraneo segnalate solo chiazze di nafta e qualche pezzo di silicone.

Ott 15, 2010 - Per sorridere    1 Comment

“De bestemmiorum Fenestrae causa liceitate”

designed_for_windows_xp-214x300.jpgChi di voi, e siete (ahimè) la maggioranza, fa uso di due armi di incazzatura di massa come un PC con Windows e Word di Office/Microsoft potrà capire.

Abituato nelle verdi, eleganti, praterie di Mac, mi ritrovo, come in un incubo (tipo peperoni e cavoletti alla sera) a dover lavorare con questi “strumenti” (si fa per dire). E mi sento come in una perversa  macchina del tempo, ripiombato dal web alla carrozza, dal sms al piccione viaggiatore (che almeno si poteva fare arrosto).

Batoli andava a Carpiteti passando sul ponte del Crostoso”. Bello, no? Poesia futurista? Messaggio in codice? Delirio da troppo nocino? No. Realtà. Provate a digitare “Bartoli andava a a Carpineti passando sul ponte sul Crostolo” e vi verrà fuori esattamente quello.

La correzione automatica? Ma che correzione è se vi introduce lei errori più o meno ridicoli? E poi mi chiedo: ma che dizionario hanno installato? Capisco che la macchina al mio “Prampolini” sostituisca “Trampolini” (è una fesseria ma ha una sua logica), sopporto ancora che digitando Dossetti l’amico chippato ci metta “Rossetti”, ma “Carpiteti”?? Cosa sono i “carpiteti”? Cugini dei cercopitechi? Epiteti che si lanciano carponi?

La rivelazione mi coglie andando su Google. Digito “Carpiteti” e lui che mi risponde? “Forse volevi cercare Carpineti”. Un sospetto mi viene cercando sinonimi di “Carpiteti”. La macchina mi suggerisce “presi, estorti, portati via”. Ma allora i “carpiteti” sono i cugini dei “carpiti”(participio passato maschile plurale di “carpire”)? Cionfòli, ci voleva tanto a dirlo? Ma che forma verbale è, participio passato di “carpìtere”? Sono ben accette tutte le ipotesi, anche le più sfrenate.

Veniamo poi a “crostoso”, stavolta almeno la forma esiste nell’italico eloquio: è un aggettivo che, logicamente, significa “pieno di croste”. E qui la cosa ci può stare, visto che anche la forma latina di Crostolo (“Crustuneus”) è riconducibile a Crusta, appunto “crosta”. Ma “Crostoso” qualcuno l’ha mai sentito/letto/usato? Vi immaginate il dialogo fra marito e moglie al risveglio: “Caro, come mi trovi?”, “Cara, a parte il tuo viso crostoso, come al solito…”. E poi dicono che il numero degli uxoricidi è in aumento!

E “Batoli” direte voi? Conosco rispettabili signori Bartoli, cognome originato dal plurale del nome Bartolo/Bartolomeo. Ma per Word e il demente tossicomane che ha curato il suo dizionario ciò non può contare. “Bartoli”? Niet. Per lui esiste solo “Batoli”, ridente località del Punjab pakistano. Del resto chi di noi non ha trascorso almeno un weekend a “Batoli” con un signor “Batoli” alzi la mano. Mah…

Altra  implorazione (a proposito Word mi suggerisce in alternativa “imploratine”?!): aiutiamo il criceto di Windows! Deve essere un criceto quello che corre all’impazzata nella sua gabbietta rotonda quando aspettiamo che Explorer ci apra una pagina web. Una volta c’era una leggiadra clessidra, severa, in bianco e nero. Filosofica allusione: il tempo passa, cavolo vuoi? Poi Gates e i suoi hanno fatto un passo avanti (in che direzione non saprei, ma ho qualche sospetto) e si sono inventati la gabbietta del criceto, un circoletto azzurrino con dentro quel povero disgraziato che corre come un frullino impazzito. Passano i secondi, i minuti e allora tu, povero utente, mosso da animalistica pietà vuoi fermare quella corsa inutile e disperante. Che fai? Clicchi sulla crocetta rossa a fianco dell’indirizzo web. Vuoi fermare quell’inutile sofferenza. Nulla. Niente. Il criceto non ferma. Imperterrito gira, gira, gira…Ah, ovviamente la pagina non si apre, ma di questo ve ne eravate già fatti una ragione. Ma il criceto no, lui ci spezza il cuore.

Ultima cosa: dopo le considerazioni davvero sapide, sagaci e provvidenziali di mons. Fisichella sulla pubblica bestemmia del premier mascarato (“si deve valutare il contesto”), chiedo venga testè emessa apposita Bolla papale dal titolo: “De bestemmiorum Fenestrae causa liceitate”, che autorizzi, appunto, i poveri cristiani a tirare madonne nel corso del loro uso di Windows (fenestrae, appunto). Vabbè che Gates ci prenda per i fondelli e ci faccia su i dollari, ma andare all’inferno per colpa sua questo no!

Mag 14, 2010 - Per sorridere    No Comments

Vice direttore, cosa mi combina?

1273821055627_13.jpgSallusti, cosa mi combina? Dal vicedirettore di un “Giornale” così a modo, equilibrato e indipendente come il suo, ci aspettavamo uno stile ben diverso! Lei, che di solito ci appare così angelico e misurato, nasconde forse un lato oscuro come la foto lascerebbe supporre? O è stato l’effetto del “vada a farsi…” del nostro carissimo Aureliano Buendia di Gallipoli a ridurla così?

Mah, signora mia, non ci sono più i gentiluomini di una volta…

Mar 12, 2010 - Per sorridere    1 Comment

Nuova farmacopea

 

images.jpgNuovi medicinali inseriti nel Prontuario del SSN (tutti mutuabili al 100%)

 

CARFAGNAX: succedaneo biologico del Viagra e del Cialis, può essere assunto anche per via cartacea (calendari, etc..).

Controindicazioni: l’uso prolungato provoca l’impossibilità a chiudere e/o battere le palpebre.

 

ENTEROGELMINA: potente lassativo e colagogo ad azione antagonista al più noto Enterogermina. Il farmaco provoca irrimediabilmente episodi prolungati di dissenteria di vario tipo e portata (a spruzzo, esplosiva, a frammentazione)e un subitaneo senso di nausea per qualunque argomento attinente l’istruzione.

Controindicazioni: da evitare l’assunzione in locali affollati.

 

BERSANOL: potente narcolettico, il suo effetto è moltiplicato in casi di assunzione di alcolici (Bonarda piacentina in primis).

Controindicazioni: sconsigliata l’assunzione ad autisti e/o conduttori bus.

 

GASPAR (molto) Simplex: stimolante anallergico del sistema nervoso con azione mirata sul campo visivo, consente di vedere una partita a tennis senza muovere il capo, ruotando indipendentemente i globi oculari.

Controindicazioni: non assumere se si prevede l’uso di strumenti ottici tipo binocolo.

 

LARUSSIN Forte: potente eccitante per pazienti catatonici o catalettici. Già alla prima assunzione il paziente salta, zompa, urla, bercia cerca di afferrare vicini e congiunti. La terapia di mantenimento consente di avere un paziente iperattivo, con salivazione abbondante e occhio ipervigile.

Controindicazioni: una terapia troppo prolungata può condurre a manifestazioni psicotiche anche gravi (delirio di onnipotenza, credersi ministro della Repubblica, etc..)

 

BOSSUM Verde colluttorio: per l’igiene definitiva del cavo orale. Dopo ogni pasto rimuove ogni residuo di cibo, di decenza, buon senso e intelletto. Con una terapia di 14 giorni si garantisce la transizione homosapiens-homobestialis senza possibilità di ritorno.

Controindicazioni: il prodotto non può essere usato in presenza di residui cerebrali nel paziente.

 

BRUNETTIN microcapsule: principio attivo elaborato con le più moderne nano-tecnologie. Produce il ben noto effetto-Gulliver: riduce l’altezza e le dimensioni del paziente a quelle di un cugino di Brontolo. Di grande utilità per speleologi e spazzacamini.

Controindicazioni: è richiesto un visus oculare superiore ai 14/10 per riuscire a vedere le microcapsule da assumere.

 

DALEMON Fiale (anche in compresse, fumenti, cataplasmi): elaborazione sintetica da microspore di funghi pejote. Rimedio sovrano per stati di depressione, cachessia, idiozia congenita e microcefalia. Dopo le prime due somministrazioni il paziente si convince di essere il più intelligente di tutti, il genio della famiglia e/o del gruppo sociale di appartenenza.

Controindicazioni: il farmaco va somministrato sotto controllo medico, con attenzione al dosaggio. Tragico l’errore avvenuto per il sovradosaggio del dottor Gargonzo ad un suo paziente di Gallipoli.

 

BONDEMOL Crema: potente rammollente per corpi umani e simili. Un’applicazione è in grado di rammollire un apparato scheletrico e/o cartilagineo a una gelatina gommosa di facile trasporto ed immagazzinaggio.

Controindicazioni: evitare l’uso congiunto con il Carfagnax.

 

RUTELLIN gocce: farmaco placebo, può essere assunto in quantità industriali (fino a 27 lt/ora) tanto non fa nulla di nulla.

Controindicazioni: oltre i 5lt/ora può dare problemi di ritenzione idrica.

 

GHEDINAX spray: mioeccitante del sistema libico-giudiziario destinato al recupero funzionale di pazienti colpiti da ictus nel linguaggio. Una doppia inalazione sblocca completamente la fonazione, producendo un caratteristico suono “mavala, mavala, mavala” che consente di accelerare il recupero funzionale.

Controindicazioni: non assumere con Carfagnax, Larussin, Bondemol salvo non si lavori nel settore circense.

 

CECCHITTOL-P2 Complex (ovuli): composto armostero-dualistico a prevalenza opportunistica per il trattamento del comportamento etico corretto e coerente. Il farmaco assicura la perdita immediata di ogni remora morale e l’accettazione di qualunque ruolo (politico, sessuale, sportivo) purchè ben retribuito. Va somministrato al paziente incappucciato e con apposito grembiulino indossato. Considerato l’abbigliamento si consiglia l’assunzione per via rettale.

Controindicazioni: nessuna, chi assume simile farmaco non teme nulla.

 

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